Il titolare della Farnesina è il primo membro dell'esecutivo Monti ad avere un account Twitter ufficiale e istituzionale.
MILANO - La diplomazia è un'arte che si può esprimere anche in 140 battute. E senza troppi giri di parole è anche più schietta e comprensibile, di conseguenza più lontana dai palazzi e più vicina alla gente. Qualche volta potrebbe rischiare di esserlo fin troppo. Ma per Giulio Terzi di Sant'Agata, fresco di nomina a ministro degli Esteri e già ambasciatore italiano a Washington, la comunicazione diretta con i cittadini, seppure attraverso la mediazione di un social network, può solo fare del bene alle istituzioni. «La politica estera è fatta anche, e in gran misura, di percezioni - ha spiegato ai microfoni del programma Start di Radio1 - . E quindi la Farnesina, un ministero aperto verso la società civile italiana, internazionale e verso il mondo dell'informazione, non può stare fuori da circuiti che consentono e avvantaggiano il modo di comunicare». Terzi, che è ufficialmente il primo membro «cinguettante» dell'esecutivo di Mario Monti, intende dunque utilizzare Twitter «per far sapere le nostre posizioni, anche al di là dei comunicati ufficiali».
COMUNICAZIONE DIRETTA - Un approccio, quello del superamento dei comunicati ufficiali, che il ministro ha già messo in pratica rispondendo alle sollecitazioni arrivategli da diversi utenti su alcuni dei temi più caldi della politica internazionale degli ultimi tempi ed esprimendo opinioni che poi le agenzie di stampa hanno ripreso trasformandole in notizie. Il 23 novembre, ad esempio, il titolare della Farnesina ha twittato alle 4,20 del pomeriggio che un intervento armato in Siria o in Iran sotto l'egida dell'Onu «non è all'orizzonte: puntiamo sull'azione diplomatica e sul rafforzamento della pressione internazionale»; alle 17.03 la dichiarazione era già diventata un lancio Ansa. Il giorno prima aveva parlato del governo di Mahmoud Ahmadinejad: «Dobbiamo impedire che l'Iran abbia l'arma atomica. Per questo le sanzioni». E aveva aggiunto: «affari sono importanti, ma la sicurezza lo è molto di più». Messaggio subito ripreso da Adnkronos e Agi. L'intervento più recente è una replica ad un cittadino che lo provoca sul perché dell'intervento militare in Libia a fronte di tanti altri casi di regimi autoritari tollerati nel mondo: «Perché Gheddafi ha risposto a richieste popolo con esercito e feroce repressione».
«VIENE DALL'AMERICA» - Terzi sembra essere stato bene accolto dal popolo di Twitter (per qualcuno anche da questa sua propensione ad utilizzare i nuovi media «si vede che viene dall'America»), che ha apprezzato in particolare lo stile genuino dell'ambasciatore e il fatto che i suoi post siano molto concreti e non semplici slogan o segnalazioni di comizi, eventi e partecipazioni a trasmissioni tv, come nel caso di molti politici nostrani (che peraltro affidano la gestione del loro account agli uffici stampa e generalmente non interloquiscono con followers e altri utenti) presenti più o meno ufficialmente sul social network dell'uccellino. Non a caso il ministro può già contare - dato del 25 novembre a mezzogiorno -, su un «tesoretto» di circa 5.500 «seguaci».
Alcuni tweet postati dall'ex ministro Franco Frattini
SEGUENDO FRATTINI - Lui, per contro, ha al momento solo sette «following», ovvero persone o istituzioni di cui segue gli aggiornamenti: Barack Obama, il dipartimento di Stato Usa, il Foreign Office britannico, il suo titolare William Hague e la sezione dello steso Foreign Office dedicata ai diritti umani e il ministero degli Esteri francese. Il settimo - quando si dice la diplomazia! - è il suo predecessore, Franco Frattini, oggi solo deputato del Pdl e presidente della fondazione De Gasperi, che a sua volta dimostra di non aver particolari remore nell'utilizzare i tweet come strumento di comunicazione diretta con i cittadini, anche quelli che lo criticano. Come @lucarigon che nei giorni scorsi ha contestato l'impegno animalista del parlamentare ritenendolo inopportuno in tempi di crisi. Frattini non ci ha pensato due volte e con i suoi 140 caratteri non le ha mandate a dire: «si vergogni lei!!!!siccome c'e'la crisi si possono trucidare gli animali?e'forse un problema minore ma esiste!!!». [
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